Transizione 5.0 e continuità degli incentivi: le prospettive della politica industriale italiana nell’intervista di Ivo Allegro ad Adnkronos/Labitalia

Il confronto sugli “esodati 5.0”, ovvero le imprese rimaste escluse dal Piano Transizione 5.0, riporta al centro una questione strutturale della politica industriale italiana: la necessità di superare la logica degli strumenti episodici con annunci roboanti e rafforzare una programmazione pluriennale degli incentivi, con risorse certe, tempi prevedibili e strumenti “industriali” di gestione.

In un’intervista ad Adnkronos/Labitalia (https://lnkd.in/dHnMHABe), Ivo Allegro, CEO di Iniziativa, evidenzia come l’assenza di continuità nelle misure agevolative rischi di incidere direttamente sulla capacità delle imprese di pianificare investimenti strategici, in particolare su digitale, beni immateriali e innovazione legata al paradigma Transizione 5.0.

Il rischio è quello di frenare maggiormente proprio le aree più dinamiche del Paese, come Campania e Puglia, che negli ultimi anni hanno registrato tassi di crescita superiori a Lombardia e Veneto, ma che senza trasparenza sulle dotazioni finanziarie disponibili e sui meccanismi effettivi di funzionamento degli strumenti sulla carta automatici, limitano la capacità delle imprese di questi territori nel programmare investimenti coerenti con le traiettorie della transizione 5.0.

In questo scenario, diventa centrale rafforzare una politica industriale orientata a orizzonti programmatori di medio periodo (24–36 mesi), capace di sostenere investimenti complessi e accompagnare i processi di trasformazione tecnologica e organizzativa delle imprese. Allo stesso tempo, emerge l’esigenza di strumenti più evoluti, basati su logiche miste tra automaticità e selettività, in grado di valorizzare la qualità progettuale e migliorare l’efficacia della spesa pubblica.

Un ruolo chiave può essere svolto anche da modelli di integrazione tra pubblico e privato, come il Partenariato Pubblico-Privato, utili a rendere più efficiente l’attuazione delle politiche di sviluppo e ad aumentare la capacità di attivazione degli investimenti sui territori.

Sia nel campo degli strumenti di Finanza Agevolata, dove Iniziativa ha supportato negli ultimi 15 anni circa 2,2 miliardi di investimenti produttivi e di R&D di imprese italiane sia su strumenti Nazionali che su strumenti UE, sia in quello del PPP, dove la società ha supportato oltre 150 operazioni, l’osservatorio “sul campo” di Iniziativa evidenzia come i temi sollevati nell’intervista abbiano una notevole rilevanza in un momento in cui la fine del PNRR e le crescenti tensioni geopolitiche richiedono uno sforzo concentrato per evitare un declino industriale e un deterioramento della competitività territoriale viepiù nelle aree storicamente più deboli e che negli ultimi anni hanno mostrato rilevante segnali di recupero.

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Casi di Successo

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